Cos’è il CIR: la guida completa al codice regionale per affitti brevi
Hai una casa di proprietà e vuoi entrare nel mondo degli affitti brevi ma ti sei imbattuto in obblighi inattesi e ostacoli che non ti aspettavi? Niente paura, sapere cos’è il CIR è il primo passo per superarli.
Dal 2019, il CIR è il Codice Identificativo Regionale che ogni proprietario deve ottenere per locazioni turistiche e altre strutture ricettive. Serve a identificare ufficialmente la tua attività e deve essere esposto su tutti i materiali promozionali, online e offline.
Noi di RevMind diciamo sempre che ospitare è un lavoro serio ma non deve essere complicato. Perciò in questo articolo ti spieghiamo in modo chiaro e semplice cos’è il CIR, come si ottiene, dove si richiede, quali normative lo regolano e tutto quello che devi sapere.
Indice
- Cosa è il CIR e cosa dice la legge
- Come ottenere il CIR
- Devo inserire il codice Cir su Booking e sulle altre piattaforme?
- Cosa succede se non ho il CIR? Le sanzioni
- Il Codice Cir e le Regioni
Cosa è il Cir e cosa dice la legge?
In breve: il Cir è un codice identificativo unico regionale che ognuno di noi deve richiedere per avviare un’attività extralberghiera e comunicarla alle autorità.
Questo vuol dire che si tratta di un codice alfanumerico, assegnato a una singola struttura e non può essere duplicato né condiviso tra più immobili.
Riguarda case, appartamenti e anche stanze in affitto, e la sua introduzione risale al 2019 con il “decreto crescita” cioè la legge n.58 del 28 Giugno 2019, che spiega anche la ragione stessa della creazione del codice cir per le strutture ricettive alberghiere e non:
“Al fine di migliorare la qualita’ dell’offerta turistica, assicurare la tutela del turista e contrastare forme irregolari di ospitalita’, anche ai fini fiscali, […] e’ istituita una apposita banca dati delle strutture ricettive nonche’ degli immobili destinati alle locazioni brevi […] presenti nel territorio nazionale, identificati mediante un codice alfanumerico, di seguito denominato “codice identificativo”, da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza.”
In parole semplici: nasce per combattere l’abusivismo, tutelare i nostri ospiti e “alzare l’asticella” della qualità dell’offerta turistica nel nostro paese.
E non è tutto… ma adesso ci arriviamo.

Le ultime novità: l’introduzione del Codice CIN accanto al CIR
Il Codice Cir non è l’unico codice di cui hai bisogno per cominciare un percorso nel settore degli affitti brevi. Dal 2024 con la legge n. 191 del 15 Dicembre 2023 è necessario per chiunque si occupi di affitti brevi, anche il codice CIN, vale a dire un codice identificativo nazionale.
I due codici sembrano simili, ma non lo sono, ed entrambi sono molto importanti per la tua attività ricettiva: infatti il CIR ha una validità regionale, ed è propedeutico al codice CIN, per l’appunto con validità nazionale.
Il possesso di entrambi è fondamentale per evitare multe molto salate. Se vuoi vederci più chiaro, abbiamo scritto anche un articolo chiaro e dettagliato su cos’è il CIN e come si ottiene.
Come ottenere il CIR
Ora che sappiamo cosa è il codice CIR è il momento di capire come si ottiene.
In generale, il Cir va richiesto alla propria Regione, da cui viene anche rilasciato. Tuttavia, non c’è una procedura unica valida per tutte.
Per fortuna, grazie all’esperienza sul campo, siamo riusciti a individuare uno schema ricorrente su come richiedere il CIR, soprattutto nei casi in cui Comune e Regione hanno stabilito un protocollo condiviso. Vediamolo insieme.
La richiesta del CIR
C’è una distinzione importante da fare fin da subito: i passaggi per ottenere il CIR cambiano a seconda che tu voglia affittare in forma non imprenditoriale oppure aprire una vera e propria attività con Partita IVA.
Ecco cosa cambia:
Forma non imprenditoriale: Se hai deciso di affittare il tuo immobile senza aprire Partita IVA, ecco i passaggi che di solito vengono richiesti:
✅Accedi al portale regionale dedicato (ogni Regione ha il suo, ma alcune usano lo stesso, altre no);
✅ Inserisci i dati dell’immobile richiesti dalla piattaforma e carica le autocertificazioni che attestino la conformità dell’alloggio agli standard igienico-sanitari, ai requisiti abitativi e alla sicurezza degli impianti.
✅ In alcune Regioni, prima di accedere al portale, può essere richiesto di presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il SUAP del tuo Comune;
Una volta caricati tutti i documenti e completate le verifiche, troverai il codice CIR direttamente nella tua area personale sul portale.
Forma imprenditoriale: Se invece hai deciso di aprire la P. IVA la procedura è molto simile, L’unica differenza è che la SCIA diventa sempre obbligatoria, indipendentemente dalla Regione.
Prima di procedere, ti consigliamo di rivolgerti sempre alle istituzioni locali per capire esattamente cosa serve nella tua zona. Meglio perdere un po’ di tempo oggi, che trovarsi a dover rimediare domani.
Quanto tempo ci vuole per avere il CIR?
I tempi di rilascio del CIR variano da Regione a Regione e, a volte, anche da Comune a Comune.
In genere se tutto è in regola, il codice identificativo regionale (CIR) arriva entro 20 giorni lavorativi, o al massimo nell’arco di un mese.
Chi deve richiedere il CIR?
Di norma, a richiedere il CIR è il proprietario dell’immobile.
Ma non è l’unico: anche chi ha una delega formale può occuparsene, come un familiare, un rappresentante legale o un gestore (per esempio, un property manager come noi).
In breve: deve richiedere il CIR chi gestisce l’attività ricettiva, che sia il proprietario diretto o una persona delegata.

Devo inserire il codice Cir su Booking e sulle altre piattaforme?
Abbiamo parlato di cos’è il CIR per gli affitti brevi e visto quanto sia importante per garantire trasparenza e tutelare i nostri ospiti. ma veniamo al sodo: dove dobbiamo esporlo?
La legge prevede che tu mostri il codice ogni volta che promuovi o pubblicizzi la tua casa: online, su carta, sui social… ovunque le persone possano trovare la tua struttura. E questo anche per quanto riguarda le singole piattaforme su cui pubblichiamo i nostri annunci.
Quindi, anche se per Airbnb la situazione è un po’ diversa, vediamo insieme come inserire il cir su booking un passo alla volta.
Dove inserire il CIR su booking
Prima del 2019 il codice CIR non era richiesto, ma nel tempo le regole sono cambiate e oggi inserire il CIR su booking è obbligatorio.
Oggi, infatti, trovi un campo dedicato dove puoi inserirlo direttamente nel tuo annuncio. Non è difficile, ma serve sapere dove cliccare. Ecco quindi tutti i passaggi da seguire:
- Vai sull’icona “Struttura” e seleziona “Gestione camere / alloggi”;
- Si aprirà una schermata con le tue proprietà, seleziona quella che ti interessa e clicca su “modifica”;
- Inserisci i codici regionali e nazionali negli appositi spazi, aggiorna e salva i dati.
Una volta fatto tutto questo, vedrai un messaggio di conferma automatico e il gioco è fatto. Facile no?
E il Cir su airbnb?
Anche Airbnb, in passato, si era adeguato alla normativa italiana, permettendo di inserire il Codice Identificativo Regionale (CIR) direttamente nell’annuncio.
Oggi però le cose sono cambiate: con l’introduzione del CIN (Codice Identificativo Nazionale), considerando che per ottenerlo serve già un codice regionale, il Codice Cir su airbnb non solo non è più richiesto, ma non esiste più nemmeno un campo per inserirlo.
In pratica, Airbnb ha semplicemente evitato di chiedere un codice che serve già per ottenere l’altro. Meno passaggi, meno clic, e una cosa in meno di cui preoccuparsi.

Cosa succede se non ho il CIR? Le sanzioni
Arrivati a questo punto sappiamo cosa è il Cir e tutti gli obblighi annessi ma, in pratica, cosa si rischia senza il CIR?
Secondo il Decreto legge del 30 Aprile 2019 n. 34, la mancata esposizione del codice identificativo regionale (CIR) comporta una sanzione che va da 500 a 5.000 euro. Un motivo in più per adeguarsi subito.
Il Codice Cir e le Regioni
Tutte le regioni italiane hanno adottato il codice CIR ma non tutte l’hanno chiamato allo stesso modo. Questo perché la legge obbliga le regioni ad adottare un codice identificativo regionale, ma lascia loro libertà sulla sigla da usare.
È per questo che troverai sigle diverse: ognuna identifica, in modo diverso, che cosa è il CIR secondo la normativa regionale:
- Puglia: Codice CIS (codice identificativo di struttura)
- Sardegna: IUN (identificativo unico numerico)
- Provincia Autonoma di Trento: CIPAT (Codice identificativo provincia autonoma di Trento)
- Liguria: CITRA (Codice identificativo Turistico regionale per gli Appartamenti ammobiliati) per quanto riguarda gli affitti brevi; ma anche CITR (Codice Identificativo Turistico Regionale) per le altre strutture ricettive.
- Campania: CUSR (Codice Unico Strutture Ricettive)

Conclusioni
Ora che hai letto tutto l’articolo speriamo di averti dato un’idea molto più chiara di che cos’è il CIR, perché è importante e come muovere i primi passi nel mondo degli affitti brevi in piena regola (Sei alle prime armi? Abbiamo scritto una guida su come mettere una casa in affitto per brevi periodi proprio per te).
In sintesi abbiamo visto che:
- Il Codice Identificativo Regionale è obbligatorio per ogni immobile che un proprietario voglia affittare a uso turistico;
- Deve essere esposto ovunque promuovi la tua struttura, compresi Booking e i social;
- Ogni regione può usare una sigla diversa, ma la funzione è sempre la stessa;
- La mancata esposizione può portare a sanzioni anche pesanti, fino a 5.000 euro.
Il mondo degli affitti brevi è pieno di opportunità, ma anche di regole da conoscere. Se vuoi restare aggiornato su norme, consigli pratici e strategie per gestire al meglio la tua struttura, sei nel posto giusto.
Continua a seguire il nostro blog: ogni contenuto è verificato, aggiornato e scritto con un solo obiettivo: semplificare ciò che sembra complicato nel mondo degli affitti brevi.
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