Come affittare la tua casa per brevi periodi: da spesa a opportunità di guadagno

Tutti ne parlano. Una casa di proprietà disponibile per un affitto per brevi periodi sembra un’opportunità facile e veloce per guadagnare qualcosa in più. Hai questa idea da un po’. Vendere non ti convince e nel frattempo le spese continuano a pesare. E se potessi trasformarle in un guadagno?

Ospitare è un lavoro serio, ma non deve essere complicato. Abbiamo scritto questa guida su come affittare una casa per brevi periodi proprio per te: chiara, completa e senza giri di parole. Ti aiuterà a trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno per partire. Buona lettura!

Cosa sono e come funzionano gli affitti brevi

Quando parliamo di affitti brevi, pensiamo subito a un ospite che arriva, soggiorna qualche notte e poi riparte. Ma cosa li distingue davvero dagli affitti più lunghi? E quali vantaggi offrono? Facciamo chiarezza.

Un affitto breve dura fino a 30 giorni, viene stipulato tra privati e non è considerato un’attività d’impresa. Ce lo dice proprio l’Agenzia delle Entrate, che illustra anche la gestione fiscale di questa formula. Non è richiesta la registrazione del contratto, il che garantisce maggiore flessibilità rispetto ad altre tipologie di affitto.

Ma cosa succede se un ospite vuole restare più a lungo? In questo caso, ci sono altre due opzioni:

  • Affitti transitori → Durano da 30 giorni a 18 mesi. Qui il contratto va registrato e ci sono alcune imposte, ma può essere un’alternativa interessante in base alle tue esigenze.
  • Affitti a lungo termine → Sono i classici contratti di locazione, con vincoli più rigidi ma anche meno gestione operativa.

Ecco perché molti proprietari scelgono l’affitto breve: offre sempre massima flessibilità, nessun vincolo a lungo termine e, spesso, redditività superiore. Permette di ottimizzare il proprio immobile, adattarsi alla domanda del mercato e mantenere sempre il controllo della situazione.

Oltre a questo, c’è un altro aspetto importante: non tutti sanno che, in alcuni casi, anche chi non è proprietario può mettere a reddito una casa vacanza. Ad esempio, i comodatari (chi ha ricevuto l’immobile in comodato d’uso gratuito) e gli inquilini con un contratto di locazione possono farlo, ma solo con il consenso scritto del proprietario.

Riassunto illustrato sulla differenza tra locazione turistica e casa vacanze

Le Normative degli affitti brevi. Cosa dice la legge?

Ora che abbiamo visto la teoria, probabilmente ti stai ancora chiedendo: Cosa devo fare per affittare un appartamento per brevi periodi? O magari una casa, o addirittura una villa?

La buona notizia è che la legge permette di scegliere la formula più adatta alle tue esigenze e ambizioni: puoi scegliere una locazione turistica oppure una casa vacanze. Sì, sono spesso usati come sinonimi, ma in realtà ci sono alcune differenze.

Locazione turistica: È quella di cui abbiamo parlato fino ad ora, spesso chiamata anche affitto breve. E’ una locazione entro i 30 giorni, con servizi limitati alla pulizia e al cambio della biancheria tra un ospite e l’altro. La gestione è spesso non imprenditoriale, il che significa che entro certi limiti non è necessario aprire una Partita IVA, a meno che non si voglia.

La normativa di riferimento per gli affitti brevi è: 

Legge n. 96/2017
Codice civile (art. 1571 e seguenti)
D.Lgs. 79/2011 sul turismo
Legge 431/98 (art. 1C, 4E, 13C)
DL 50/2017 per contratti inferiori ai 30 giorni

Casa vacanze: È sempre una struttura extralberghiera, ma con una differenza chiave: viene gestita in forma imprenditoriale. Potremmo dire che è un vero e proprio lavoro, spesso fonte principale di reddito per il proprietario. A differenza della locazione turistica, offre più servizi: pulizie e cambio biancheria regolari, escursioni, transfer e molto altro.

Le normative di riferimento sono:

Art. 6 della Legge n. 217/1983
Leggi regionali (in accordo con la Legge 135/2001)
Codice Civile (art. 1571 e seguenti), se non ci sono normative regionali specifiche

Anche se qui ci occupiamo di affitti brevi, conoscere le differenze con le case vacanze è utile perché ci sono molti punti in comune tra le due, tra cui il famoso codice CIN.

Codice CIN, cosa è?

Quando vuoi mettere una casa in affitto breve, sapere cos’è il codice CIN è fondamentale. È una sequenza di lettere e numeri che identifica il tuo immobile e ti permette di pubblicizzarlo legalmente. Tuttavia, ottenerlo non basta: ma devi anche mostrarlo ben visibile all’esterno della casa, ad esempio con una targhetta accanto al campanello.

Come si richiede?

Per fortuna, non è niente di complicato: basta collegarsi al sito del Ministero del Turismo, seguire pochi passaggi e il gioco è fatto.

Ma non è tutto: servono anche i codici regionali.

Sì, perché non è l’unico codice di cui hai bisogno. Le regioni richiedono anche un Codice Identificativo Regionale (CIR) o altre sigle, che cambiano a seconda della regione ma hanno sempre la stessa funzione: monitorare le locazioni brevi a livello locale. Perciò quello che devi fare è presentare domanda al comune o alla regione in cui si trova la tua casa e seguire la procedura prevista.

Occhio alle sanzioni perché, purtroppo non sono uno scherzo. Non esporre il codice CIN può costarti da 800 a 8.000 euro di multa, mentre per il CIR le sanzioni vanno da 500 a 5.000 euro.

Se seguiamo le procedure corrette, non ci saranno problemi. Sono solo piccoli passaggi burocratici: richiedono un po’ di tempo, ma evitano multe salate in futuro.

Vuoi saperne di più su cosa è il CIN e cosa è il CIR? Clicca sui link e scopri tutte le risposte.

Contratto di locazione per vacanze brevi. Quando devi farlo?

La risposta potrebbe sorprenderti: è sempre una buona idea.

Vero, se l’affitto non supera i 30 giorni, non serve registrare il contratto, questo però non significa che debba essere solo verbale. Infatti, anche se non è così comune, è una possibilità prevista.  Ce lo conferma ancora una volta l’agenzia delle entrate.

Perché farlo quindi? Un contratto scritto aiuta a chiarire tutto fin dall’inizio, evitando fraintendimenti e garantendo maggiore tranquillità a entrambe le parti. Mettere nero su bianco un contratto di vacanze brevi con i dati delle due parti, i termini del soggiorno e le regole della casa può aiutarti a gestire l’affitto con più sicurezza e serenità.

Un piccolo accorgimento che può fare la differenza, per te e per i tuoi ospiti.

E per i soggiorni più lunghi?

Qui le cose cambiano. Se il soggiorno supera i 30 giorni, anche in più periodi che, sommati, superano tale soglia per lo stesso ospite, la registrazione del contratto diventa obbligatoria. In questo caso, è necessario redigere un contratto di locazione turistica in forma scritta, come stabilito dalla Legge n. 431 del 1998.

Non abbiamo alternative, ci dobbiamo munire di carta e penna e scrivere minuziosamente una serie di elementi:

  • L’oggetto del contratto → La locazione di un immobile a uso turistico.
  • Il corrispettivo → L’importo concordato per l’affitto.
  • La cauzione → Versata dall’ospite e restituita dal proprietario a fine soggiorno.
  • Gli obblighi di entrambe le parti → Cosa spetta a te e cosa all’ospite.
  • Clausole di risoluzione e penali → Regole in caso di cancellazione o inadempienze.
  • Il tribunale competente → Indicato per eventuali controversie.

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Come pagare la cedolare secca sugli affitti brevi?

Veniamo al dunque: le tasse.

Un argomento un po’ preoccupante, ma la buona notizia è che per gli affitti brevi esiste una soluzione fiscale vantaggiosa: la cedolare secca.

Si tratta semplicemente di un’imposta sostitutiva che semplifica la gestione fiscale di questa tipologia di locazione e che, dal 2025, ha subito alcune modifiche.

  • Aliquota al 21% → Se affitti un solo immobile. Se ne affitti più di uno, puoi applicare il 21% a un immobile a tua scelta.
  • Aliquota al 26% → Sugli altri immobili (fino a un massimo di 4)

Oltre questa soglia, la gestione degli affitti brevi diventa un’attività imprenditoriale, con l’obbligo di aprire una Partita IVA.

Se vuoi saperne di più leggi il nostro articolo sulla cedolare secca negli affitti brevi

Poi, quando si paga la cedolare secca sugli affitti brevi, il versamento avviene tramite il modello F24, con scadenza al 30 giugno di ogni anno.

La tassa di soggiorno

La tassa di soggiorno è quella spesa che, come ospiti, spesso dimentichiamo, e che ci costringe a svuotare le tasche alla ricerca di qualche spicciolo dopo che l’host ce l’ha ricordato.

Tecnicamente non è una tassa, ma un’imposta regolata dal Dl n°23 del 14 marzo 2011. Nei fatti è un tributo di pochi euro da pagare direttamente all’arrivo all’host, che poi lo versa nelle casse del comune. L’importo varia da città a città e alcuni ospiti, come i bambini, possono esserne esenti.

Quindi, se vuoi avviare la tua attività negli affitti brevi, ricordati sempre di riscuotere la tassa di soggiorno dai tuoi ospiti. È un pagamento obbligatorio e ometterlo potrebbe portare a sanzioni poco piacevoli.

La comunicazione in questura. Il portale Alloggiati.

Se hai preso in affitto una casa per una vacanza, probabilmente ti è stato chiesto un documento d’identità. Questo perché chi ospita è obbligato a comunicare i dati degli ospiti alla questura.

Questa comunicazione va inviata entro 24 ore dall’arrivo, ma se gli ospiti restano meno di un giorno, i loro dati devono essere trasmessi entro 6 ore. Per evitare imprevisti, è sempre meglio farlo subito.

Per fortuna, la procedura è semplice. L’art.109 del testo unico di pubblica sicurezza stabilisce che la comunicazione avvenga attraverso il portale Alloggiati Web, un obbligo che riguarda tutti gli host, con partita Iva o meno.

Le sanzioni per chi non effettua la comunicazione vanno da 206 euro di multa fino a tre anni di reclusione nei casi più gravi. Un motivo in più per rispettare questo semplice obbligo.

→ Ma, in pratica, come ci registriamo e inviamo i dati dei nostri ospiti alla questura? Scoprilo leggendo la nostra guida completa cliccando qui.

Affitti brevi: come iniziare. Tutti i nostri consigli

Ora che abbiamo chiaro quali sono i nostri obblighi come host, è il momento di passare alla parte pratica, soprattutto se vogliamo fare tutto da soli senza affidarci a terzi:

Infografica con tutto ciò che serve per aprire e affittare una casa vacanze

Cosa serve per affittare una casa per brevi periodi

Per prima cosa, serve soddisfare il requisito più fondamentale: la residenzialità della casa che intendi mettere in affitto breve.

Sembra scontato, ma non sempre lo è. Un’abitazione si considera a destinazione residenziale quando la maggior parte della sua superficie è destinata a uso abitativo. In poche parole, deve essere un luogo pensato per viverci.

Se hai dubbi, verifica questa informazione sui dati catastali. Le categorie residenziali vanno da A1 a A11, con esclusione di A10 (uso ufficio), che non è considerata abitazione.

Se l’immobile è di nuova costruzione o è rimasto inutilizzato a lungo, verifica che sia agibile e conforme alle norme di sicurezza, igiene e salubrità. Un controllo in più oggi evita problemi o ritardi domani per il tuo progetto.

A proposito di sicurezza, assicurati di rispettare le nuove normative sull’installazione di   rilevatori di fumo ed estintori. Questi ultimi devono avere una capacità minima di 6 kg e devono essere posizionati almeno uno ogni 200 mq.

Affittare per brevi periodi un appartamento ammobiliato: cosa non può mancare

Se la casa è già ammobiliata, sei già a buon punto. Ma per offrire un’accoglienza impeccabile, non deve mancare ciò che è essenziale.

Il punto di partenza è sempre lo stesso: pensare ai tuoi ospiti. Anche se soggiornano per poco tempo, vogliono sentirsi accolti e a loro agio. Nessuno vuole rinunciare al comfort, anche solo per pochi giorni. Ecco qualche consiglio dal nostro bagaglio di esperienze.

  • Bagno → Dopo tanto tempo fuori casa il bagno diventa un rifugio per rilassarsi. Asciugamani morbidi, scaffali e appendiabiti ben posizionati fanno la differenza.
  • Camera da letto → Un letto comodo con lenzuola fresche è d’obbligo, così come comodini e lampade. Per i vestiti un armadio sembra la scelta più ovvia, ma occupa molto spazio e non è del tutto sfruttato. Meglio un portavaligie e un piccolo angolo con grucce: meno ingombro e una stanza più confortevole. Provare per credere!
  • Soggiorno → Un divano con cuscini comodi, una smart TV e un Wi-Fi stabile rendono il soggiorno più piacevole. Aggiungi anche un tavolino, è utile per chi lavora in viaggio. E il divano letto? Solo se gli ospiti sono famiglie con bambini o viaggiatori attenti al prezzo. Se invece ospiti un pubblico esigente, meglio una soluzione che lascia più spazio libero nella stanza.
  • Cucina → Elettrodomestici, stoviglie e posate abbondanti. Macchina per il caffè, bollitore e tostapane sono molto apprezzati. Dai ai tuoi ospiti la possibilità di vivere la casa, non solo di dormirci.

Certo, nessuna casa è perfetta. Gli ospiti non sono giudici di una gara di arredamento, ma se garantisci un ambiente confortevole e curato, ti ricompensano con recensioni stellari. E questo significa due cose: più prenotazioni e più guadagni per te.

Il Kit di benvenuto

Abbiamo visto come affittare la propria casa per brevi periodi ma adesso, come accoglierai i tuoi ospiti? Un piccolo kit di benvenuto non è solo un gesto di cortesia, ma li mette in connessione con la tua casa e con il luogo che sono venuti a scoprire.

Ognuno può personalizzarlo come preferisce. È un regalo, e ogni regalo è personale. Tuttavia, ci sono alcune cose che non dovrebbero mai mancare:

  • Prodotti per l’igiene personale → Gli ospiti avranno con sé i propri prodotti, ma può sempre capitare che qualcosa vada perso o che finisca prima del previsto. Un piccolo kit di cortesia li farà sentire accolti e al sicuro.
  • Una mappa della città con qualche consiglio da parte tua → Aiutali a orientarsi con suggerimenti personalizzati sui migliori posti da visitare.
  • Acqua, vino e prodotti locali → Una bottiglia d’acqua, qualche cialda di caffè e forniture base come zucchero, sale e olio sono sempre gradite (purché sigillate). Aggiungi un tocco locale: un vino del territorio o un piccolo omaggio dell’orto, renderà l’accoglienza ancora più speciale. Nei periodi di festa, anche un dolce tipico può fare la differenza.
  • Una lettera di benvenuto → Un messaggio scritto a mano con un sincero augurio di buon soggiorno farà sentire i tuoi ospiti davvero speciali.
  • Un welcome kit → Non è solo un dettaglio, ma un’opportunità per lasciare un ricordo positivo e creare un legame con chi soggiorna nella tua casa.

La Pulizia della casa in affitto breve

Lo sai bene: nascondere lo sporco sotto il tappeto non è mai una buona idea. Negli affitti brevi, la pulizia è uno dei fattori che incidono di più sulle recensioni. Un basso punteggio in questa categoria può compromettere tutto il resto, anche se gli altri aspetti del soggiorno sono stati perfetti. Ecco le due strade possibili:

  • Servizio di pulizie → Ha un costo maggiore, ma ti libera da un’attività impegnativa e ti permette di concentrarti su altri aspetti della gestione.
  • Pulizia autonoma → Significa avere il controllo diretto dello stato della casa e risparmiare sui costi di servizio. Inoltre, potrai accorgerti subito di eventuali problemi e intervenire prima che diventino criticità.

In ogni caso, alcuni aspetti sono fondamentali:

Dedica particolare attenzione al bagno e alla cucina, che accumulano più sporco, e non trascurare la camera da letto, che deve essere impeccabile all’arrivo degli ospiti. E per fare la differenza: attenzione agli interni di cassetti e armadi. Sembra secondario, ma aumenta la percezione di pulizia. Fidati, ne vale la pena.

Ricorda: una casa pulita è il primo passo per un’ottima recensione. E una buona recensione porta nuovi ospiti e più guadagni.

Come affittare la tua casa vacanze: Dove e come pubblicizzare l’annuncio

Ora che hai chiarito tutti gli aspetti chiave dell’affitto breve e hai capito quali decisioni fanno al caso tuo, è il momento di passare alla parte più creativa: la creazione dell’annuncio.

Tutti, in questa fase, si trovano almeno una volta davanti al classico blocco creativo. Cosa scrivere? Che nome dare alla casa? Come descriverla al meglio? Scopriamo insieme le strategie migliori per creare un annuncio efficace e accattivante.

Siti per affittare case per brevi periodi

Se stai muovendo i primi passi nel mondo degli affitti brevi e cerchi dove pubblicare il tuo annuncio, ti accorgerai subito di quante piattaforme esistono. È normale sentirsi un po’ spaesati all’inizio e voler sapere quali sono le più affidabili.

Quando si parla di affitti brevi, due nomi spiccano su tutti: Airbnb e Booking. Probabilmente li conosci già e li hai usati almeno una volta. Il primo è nato per connettere viaggiatori e host di case in affitto breve, mentre il secondo, inizialmente dedicato agli hotel, ha saputo evolversi e oggi include anche case vacanze tra le sue offerte.

Oltre a questi, esistono altre piattaforme che ti consigliamo di considerare: 

  • Expedia e Vrbo → Expedia è un colosso del settore e controlla molti siti, tra cui Vrbo, dedicato agli affitti brevi. Se vuoi affittare una casa vacanze, è proprio su Vrbo che devi pubblicare il tuo annuncio. Grazie alla rete di Expedia, il tuo alloggio ottiene visibilità su diversi siti di proprietà del gruppo.
  • Tripadvisor → Non solo recensioni: permette anche di prenotare affitti brevi, sfruttando il suo sistema di valutazione per aumentare la fiducia degli ospiti.
  • HomeToGo → Un vero e proprio motore di ricerca che confronta prezzi di diverse piattaforme, offrendo agli host visibilità su milioni di utenti.
  • Plum Guide → Un sito d’eccellenza per un pubblico esigente con standard elevati. L’accesso è selettivo e solo una percentuale di immobili supera la selezione. Ma se hai una proprietà esclusiva, qui puoi intercettare viaggiatori disposti a spendere di più per un’esperienza impeccabile.

Pubblicare il tuo annuncio su più siti è sempre una strategia vincente e ti permette di raggiungere un pubblico più ampio e aumentare le possibilità di prenotazione. Ne vuoi sapere di più? Consulta il nostro articolo sui siti di affitti brevi.

Crea l’annuncio perfetto

Capita a tutti di sottovalutare la creazione dell’annuncio e ritrovarsi a fissare lo schermo senza sapere da dove partire.
Niente panico! Questa è la parte più creativa, quindi rilassati, divertiti e segui qualche semplice indicazione.

  • Dai un nome alla casa: Cosa la rende unica? Scegli un nome che la distingua e che in poche parole racconti la sua essenza. Un consiglio: aspetta a sceglierlo fino alla fine. Quando avrai completato l’annuncio, il nome verrà quasi da sé.
  • Scatta foto che raccontino una storia: Mostra ai tuoi ospiti più di una casa: racconta un’esperienza. Le immagini giuste non mostrano solo stanze, ma fanno vivere un’emozione. Assicurati che siano di alta qualità e che trasmettono l’atmosfera del tuo spazio
  • Descrivi tutto, non solo quello che si vede nelle foto: Vai oltre le immagini: racconta ciò che non si vede. Dove si trova la casa? Cosa c’è nei dintorni? Si può raggiungere facilmente? Un annuncio ben scritto aggiunge valore e aiuta l’ospite a scegliere te.
  • Non fissarti su un solo prezzo: Cambia le tariffe tra alta e bassa stagione per ottenere più prenotazioni. Se nei periodi più tranquilli il prezzo è troppo alto, rischi di non ricevere prenotazioni e, di conseguenza, di perdere visibilità sulle piattaforme. E occhio alle prenotazioni troppo anticipate: sembrano una sicurezza, ma hanno un rischio maggiore di cancellazione

Seguendo questi consigli, il tuo annuncio non sarà solo una semplice descrizione, ma una porta aperta su un’esperienza che gli ospiti vorranno vivere.

Gestire gli ospiti e le prenotazioni

Sei andato alla grande e hai creato l’annuncio perfetto. Le prenotazioni non si sono fatte attendere e ora gli ospiti sono arrivati, altri stanno per partire e nuove richieste continuano ad arrivare. Come organizzare tutto al meglio?

Negli affitti brevi, personalizzazione e flessibilità sono le chiavi del successo, anche se richiedono un po’ di lavoro in più. Ecco alcuni consigli per una gestione senza stress.

Calendarizza con ordine

Evita brutte sorprese: assicurati che il tuo calendario sia sempre aggiornato. L’overbooking, cioè la sovrapposizione accidentale di due prenotazioni per le stesse date, è un errore molto comune. Per evitarlo, segna ogni prenotazione e, se usi più siti, controlla che le date bloccate su un sito risultino occupate anche sugli altri.

Check-in e check out

Sii flessibile: non stai gestendo un hotel, ma un’accoglienza personalizzata. Questo non significa che tu non possa stabilire regole chiare, ma è importante rispondere alle esigenze degli ospiti e trovare soluzioni pratiche per andare loro incontro (talvolta letteralmente!).

Regole degli ospiti per la casa vacanze

Stabilire delle regole chiare aiuta sia te che i tuoi ospiti: come possono usare la casa? Ci sono orari di silenzio da rispettare? Cerca di spiegare ogni dettaglio come la raccolta dei rifiuti, i divieti di fumo o ogni altra indicazione utile.

Sii gentile ed educato, e presenta queste regole in modo chiaro e preciso. Gli ospiti sanno di trovarsi in casa di qualcun altro e non si stupiranno di trovare delle regole, proprio come a casa loro.

Comunicare con gli ospiti

Chi gestisce gli affitti brevi da solo spesso sottovaluta quanto sia frequente e importante comunicare con gli ospiti. Ecco i nostri consigli per farlo al meglio:

Sii disponibile e mantieni sempre l’educazione. Non importa la situazione: prima o poi riceverai messaggi poco gentili. Preparati a gestirli nel modo giusto. Le tue risposte formano gran parte della tua reputazione, non permettere a un messaggio di rovinarla.

Non sommergere di messaggi gli ospiti, ma non lasciarli senza informazioni. Trova il giusto equilibrio: comunica in modo chiaro ed essenziale, dando priorità ai dettagli importanti e facendoli sentire sempre seguiti.

Sii tempestivo. Non lasciare un ospite in attesa troppo a lungo. Chi ti scrive è spesso già in viaggio e ha bisogno di risposte rapide. Controlla regolarmente le notifiche per non perderti nulla.

Ascolta le recensioni negative. Prima o poi capita a tutti: apri l’applicazione, leggi una recensione e trovi un commento meno positivo. La tua risposta (soprattutto se pubblica) contribuisce alla tua reputazione. Anche una recensione negativa può esserti utile: prendila come un’opportunità per migliorare il tuo servizio.

Sei pronto a iniziare?

Arrivati a questo punto, abbiamo visto cosa fare per affittare una casa vacanze e scoperto alcuni segreti del mestiere che possono aiutarti a far decollare la tua struttura.

Come avrai capito, gestire un affitto breve richiede impegno e costanza. Ma se hai la passione e la volontà di iniziare questa avventura, può diventare un’attività entusiasmante e gratificante.

Non avere paura di iniziare. Con pazienza e dedizione, questo lavoro può regalarti grandi soddisfazioni e diventare un’esperienza davvero appagante.
E se non hai il tempo o la possibilità di occuparti di tutto da solo? Nessun problema: esistono figure specializzate che possono affiancarti in questo percorso. È il momento di scoprire il ruolo del property manager.

Chi è il property manager?

Il property manager è un professionista con competenze trasversali: marketing, vendita, consulenza, arredamento, finanza e molto altro. Il suo obiettivo? Aiutarti a massimizzare la redditività della tua struttura.

Il suo livello di coinvolgimento nella gestione dipende sempre dagli accordi presi, ma nelle mani giuste può diventare un alleato prezioso per sfruttare al meglio il potenziale del tuo immobile

Ed è proprio quello che facciamo ogni giorno con chi sceglie di affidarsi a noi.  Mettiamo in pratica tutto quello che hai letto finora, e anche di più grazie all’esperienza. Se ti va di capire meglio come lavoriamo, qui raccontiamo il nostro metodo.

Arrivati alla fine possiamo dire che abbiamo visto insieme cosa fare per affittare una casa vacanze e ora hai tutte le basi per partire con il piede giusto. Ma il mondo degli affitti brevi è in continua evoluzione. Chissà quante domande hai ancora, e noi siamo qui per aiutarti.

Scopri strategie e approfondimenti nel nostro blog, dove continuiamo a semplificare ciò che sembra complicato, proprio come abbiamo fatto in questa guida.

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